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Avatar di Italo Pelinga

Il passaggio dalla contestazione pacifica alla contestazione violenta nasce sempre da un fallimento. Il fallimento di ogni tentativo riformista, o per inettitudine o per la preponderanza di forze avverse troppo grandi per essere anche scalfite da una volontà di cambiamento, per quanto motivata. Ne è un esempio il problema epocale del cambiamento climatico, dove si vede chiaramente che di fronte alle richieste di invertire la rotta che conduce alla catastrofe, il potere spesso cerca di dilazionare, sminuire, confondere l'informazione, quando non si pone addirittura in un atteggiamento provocatorio (Gretina, ecc.). Insomma è un miracolo che ancora ci siano movimenti giovanili che cercano di scuotere l'opinione pubblica con metodi non violenti, anche se spesso vengono criminalizzati da chi ha interesse politico a farlo. Forse non siamo alla vigilia di una presa della Bastiglia, a giudicare dalle spiagge e dei luoghi di villeggiatura gremiti di folle gaudenti, ma è certo che un punto di rottura prima o poi ci sarà, come insegna la storia, e non è detto che questo scaturisca necessariamente dalla volontà popolare.

Avatar di Livia

Contesto che siano alieni a ogni socialità positiva perché il festival alta felicità è proprio ritrovarsi, creare comunità di visione e obiettivi. Contesto inoltre che siano solo giovani nichilisti perché Nicoletta Dosio, portavoce e anima del movimento è una signora che ha passato i settant’anni e come lei ci sono molti “ non giovani “, sono abitanti del val Susa che hanno cercato di preservare la loro valle dalla devastazione della TAV che peraltro è un altro ponte di Messina.

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