La guerra dimenticata
L’inchiesta della procura di Milano sugli italiani che andavano a fare il safari umano nella Sarajevo assediata ci ricorda che abbiamo rimosso i Balcani, incluso il genocidio
Purtroppo a 30 anni dalla fine della guerra in Bosnia e in altri Paesi dei Balcani occidentali non esiste ancora una memoria condivisa di ciò che è accaduto. La storia insegnata nelle scuole alle nuove generazioni resta profondamente divisa e questo rappresenta un grave ostacolo a qualsiasi percorso di riconciliazione
Tatjana Dordevic
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Non so se l’avete notato, ma in oltre due anni di discussione pubblica intorno all’ipotesi che le azioni israeliane a Gaza si qualificassero come genocidio, quasi tutti i paragoni erano con la Shoah.
Quasi nessuno citava un altro genocidio che si è compiuto qui in Europa, sotto gli occhi e con la complicità di pezzi della comunità internazionale: il genocidio di Srebrenica, nel 1995, in Bosnia, a opera di milizie serbe nell’ambito della guerra civile innescata dalla deflagrazione dell’ex Jugoslavia.
Eppure quello era un genocidio accertato, con dei colpevoli condannati dalla giustizia internazionale. Ma è stato così rimosso dal nostro vissuto collettivo che a nessuno veniva in mente di fare paralleli con Gaza. Anche l’anniversario del trentennale della strage, a luglio 2025, è passato nell’indifferenza generale.
In questi giorni, invece, la storia dei Balcani torna nella cronaca e ci costringe a interrompere almeno per un attimo il processo di rimozione così efficace.





