Appunti - di Stefano Feltri

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A cosa serve davvero la riforma della giustizia

Il governo vuole risolvere un problema che non esiste - la carriera unica di giudici e pm - per indebolire la magistratura

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Stefano Feltri
ott 31, 2025
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Questa riforma costituzionale è una questione di potere, di dove fissare il punto di equilibrio tra politici e magistrati

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Stefano Feltri e Manlio Graziano
·
October 20, 2025
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La riforma della giustizia è uno di quegli argomenti sui quali moltissimi sembrano avere opinioni molto nette che hanno poco a che fare con il merito della questione. Dunque, l’idea che quasi certamente il suo destino sarà affidato a un referendum che condensa questioni complesse in un sì o un no può suscitare qualche legittima preoccupazione.

Il Senato ha approvato con 112 voti in quarta lettura la riforma costituzionale voluta dal governo Meloni che introduce, tra l’altro, la separazione tra le carriere del pubblico ministero e del giudice. Scrive Giorgia Meloni che così si fa “un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini”.

In realtà, appunto, ci sarà un referendum: basta che lo chiedano un quinto dei Parlamentari, 500.000 cittadini o cinque consigli regionali. Ma perfino i parlamentari del centrodestra dicono di volere il voto popolare che sarà, lo ricordiamo, senza quorum, perché si tratta di un referendum confermativo e non abrogativo come quello, fallito proprio per la bassa affluenza, di giugno sul lavoro.

La campagna referendaria è già in corso da mesi con tutte le deformazioni che ogni scontro di questo genere comporta: i promotori sostengono che così, finalmente, i cittadini avranno una giustizia più equa, imparziale, rapida. I detrattori dicono che è la fine dell’indipendenza del potere giudiziario, che i pm diventeranno avvocati dell’accusa e della polizia, che sarà il governo a indicare i reati prioritari.

In realtà, non è ben chiaro a cosa serva questa riforma, nel senso che non ci sono analisi dei dati alla base e non ci sono obiettivi misurabili per verificare, a posteriori, il suo successo o il suo fallimento.

Il falso problema

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