Questo non è il 2020
L’hantavirus non è il Covid-19, almeno per ora. Ma alcuni dei problemi che hanno impedito una pronta reazione sei anni fa sono solo peggiorati
Bisogna sempre mantenere alta l’attenzione, perché con i cambiamenti climatici e con le profonde alterazioni che l’uomo causa in vari habitat ed ecosistemi aumentano le opportunità di spillover, di salto di specie e di modifica dei serbatoi e degli ambienti in cui il virus, e i patogeni in generale, circolano.
Alberto Maraolo
L’evidenza scientifica, soprattutto all’inizio della diffusione di una malattia, non è bianca o nera. Si costruisce progressivamente: nuovi casi, nuovi dati di laboratorio, nuove ricostruzioni epidemiologiche, ipotesi sulla trasmissione
Elisabetta Lalumera
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Dossier Garlasco: le sentenze, i fatti, le ipotesi
Se dovesse emergere che Alberto Stasi è davvero innocente, un intero Paese dovrebbe chiedersi perché ha potuto consentire che un ragazzo a cui avevano ucciso la fidanzata venisse distrutto sui media e poi incarcerato per quasi un ventennio
Non so voi, ma io ho una certa difficoltà a occuparmi della vicenda dell’hantavirus Andes, a discutere delle modalità di contagio, del rischio che ci sia una nuova pandemia.
L’esperienza del Covid-19 è stata un trauma collettivo enorme, anche per chi ha avuto la fortuna di attraversarlo senza lutti o troppi drammi, e come molti grandi traumi lo abbiamo rimosso.
Una strategia di sopravvivenza, un modo per andare avanti: è molto difficile convivere con la consapevolezza che il nostro stile di vita, inclusa la nostra aspettativa di salute, può essere completamente stravolto da un giorno all’altro.




