Non vedo una analisi originale, solo una serie di banalità sulla sinistra da ZTL. La verità è che laddove la sinistra è concreta, vedi UK o Sanchez o Biden o Obama, riesce a vincere, mentre la sinistra degli ideali dell'internazionale socialista (che è la gran parte della sinistra in Italia) non è mai stata maggioranza. Finché si rimpiange il Che, si fanno manifestazioni per Askatasuna, si spaccano le vetrine per la Palestina, è impossibile pensare di vincere. Provate a pensare cosa sarebbe successo se a una manifestazione della destra avessero spaccato le vetrine e messo a ferro e fuoco la città, sarebbe venuta giù l'ira di Dio. La famosa casalinga di Voghera vede Asaktasuna che tira le molotov ai cantieri della TAV, che spacca le vetrine, e poi vede Schlein che manifesta per non chiuderli, e cosa fa? Vota a destra. Ovvio. Chiedete a Starmer o Sanchez cosa farebbero se avessero un Askatasuna a casa loro....
Scrivo dalla Danimarca dove vivo da 8 anni. Ho cambiato idea su molte, moltissime cose.
Per me, la ricetta di rilancio per la sinistra europea è la socialdemocrazia, che promuove (in ordine di importanza) l'aggregazione sociale (incluso il volontariato, che si aggiunge nel curriculum), la centralità dello Stato (che lascia al privato la gran parte del terziario ma lo esclude quasi del tutto da sanità e istruzione), il controllo sociale attraverso il fisco (che picchia come un fabbro ma dà moltissimo in cambio).
Quando si parla di sinistra, qui si parla di economia e di assetto dello stato, non di diritti civili: il settore pubblico assorbe il 28% degli impiegati (in Italia siamo sotto il 14%). La struttura dello Stato è laica e ha introiettato l'associazionismo religioso già da molto tempo. Chi vuole andare in chiesa paga un'addizionale sul proprio IRPEF molto alta (1% mi pare).
Il fisco è la vera chiave per leggere il paese e le sue regole: Iva è al 25%, niente aliquote ridotte, nessuna distorsione del mercato (tipo il superbonus edilizio, per dire). I redditi da capitale sono tassati al 42% sopra i 7mila euro circa. I dividendi societari sono tassati tra il 22 e il 27%. La casa (sì, anche la prima) è tassata all'1% fino a 400mila euro di valore circa, al 3% sopra tale limite, e questo significa che i benestanti pagano sensibilmente più tasse di chi fatica a mettere insieme pranzo e cena. 400mila euro significa comunque una casa di tutto rispetto in paese, una bella casa in campagna, e un appartamentino assai piccino e anonimo nella capitale dove gli stipendi sono però molto alti. Le successioni sopra i 50mila euro (inclusi i beni immobili) sono tassate al 15% per i discendenti prossimi, il resto va in tassazione ordinaria.
Non esiste il segreto bancario, le autorità fiscali sono severe e fanno controlli.
Il Paese non è chiuso ai migranti ma impone regole molto precise (le stesse che valgono per i cittadini, non è sulle regole che si imperniano le differenze tra nativi e immigrati, con sparute e trascurabili eccezioni, tranne ovviamente quelle che distinguono un UE da un extra-UE); lo Stato segue le persone che sono entrate in Danimarca (nel bene e nel male), è rigido con i visti di lavoro e non permette la creazione di ghetti (googhelare 'ghettolov'). Non si tratta di integrazione, qui, semmai di assimilazione. Poi certo, Copenaghen è estremamente tollerante, il paesino di diecimila anime nello Jutland meno.
L'alto livello di tassazione permette tra le altre cose un robusto stato sociale. C'è la flex-security, quella di Ichino, e c'è jobnet (o meglio c'era, ora sta cambiando) cioè i navigator di Di Maio ma il lavoro te lo trova(va)no, quale che fosse, e se volevi i sussidi dovevi stare appresso al loro programma eccome.
I sindacati impongono forme contrattuali e rinnovi dei contratti, senza se e senza ma. in 8 anni ho visto solo scioperi del settore infermieristico: sono andati avanti per un po', poi hanno ottenuto quello che chiedevano perché gli ospedali cominciavano a non funzionare.
Mi fermo qui perché il resto è facile da trovare su internet. Però aggiungo una cosa: quel che ho scritto quissù, per quanto ne so, non è 'parte' della discussione politica perché è sposato tale e quale da sinistra, centro e destra a parte poche e poco fortunate eccezioni che raramente superano il 5% quando si vota. Qualche anno fa c'è stato un politico di centro-destra che ha proposto di innalzare il numero di ore di lavoro a settimana (ora sono 36) e investire in borsa gli extraprofitti: è stato sommerso di critiche da tutte le parti.
In economia, tutti i partiti sono di sinistra, anche quelli di destra. Il resto è materia parlamentare.
Il confronto con la 'sinistra' italiana è impietoso. Visto da qui, il principale partito italiano di sinistra sembrava un partito borghese, anzi, il più borghese d'Italia, già dagli anni '90, quando andavo all'università. Continuo ad augurarmi che sparisca ma niente, sta ancora lì.
"E' la realtà che determina le idee", giustissimo. Ma la sinistra se è diventata globalista e neoliberista è proprio per "merito" di politici, sindacalisti ecc. che all'affacciarsi della crisi economica degli anni '70 e '80 hanno cominciato a dire che bisognava cambiare le idee e non rimanere fossilizzati in "gabbie ideologiche antiquate", che naturalmente all'epoca erano la difesa dei salari, la difesa dei lavoratori dall'arroganza dei "padroni", ecc. ecc. Dunque se è vero che è la realtà che cambia le idee, è un po' come dire che non è l'uomo che cambia la storia, ma è la storia che cambia l'uomo e...gli indirizzi politici delle masse. E le masse (parola da vecchia sinistra), quando non comprendono più bene la realtà diventata, ebbene sì, troppo complicata (si provino i vari "premi Nobel" a governare il problema dell'immigrazione), sono capaci di votare anche contro il proprio interesse, pensando il contrario.
Bell'articolo, molto condivisibile nella sua pars destruens. Ma quali sono le idee eretiche che l'Autore propone? Non so se nel libro sono illustrate, nell'articolo sono a malapena accennate, mentre il problema è proprio trovare le idee e le soluzioni giuste, che diano una risposta efficace e credibile al disagio di chi vota a destra. Quanto a W. Streeck, è un acuto e brillante sociologo, i cui libri sono sempre di grande interesse, ma molte delle sue proposte sono davvero piuttosto regressive, a cominciare dalla sua posizione sull'Unione europea, nei cui confronti non sembra manifestare solo scetticismo ma anche una forte ostilità
Ah perbacco, ecco una analisi molto accurata e veritiera. Grazie a Enrico Pedemonte ! come abbiamo ringraziato anche la dott.ssa Martina Bagnoli due giorni fa, con argomenti simili, sostenuti da un gran libro di filosofia. Libro da mettere "in lizza" con questo di Pedemonte e, magari, anche quello di Stefano sul "Tecnofascismo" dell'anno scorso.
E nel lungo intervento di oggi, sono citati anche fior di teste politiche, piu' o meno note, ma certamente autorevoli. Consiglio a tutti di buttarsi a leggere tutti questi scritti precursori, .....chi sa mai, magari ci troviamo anche il "Karletto" del XXI secolo !
Ma adesso, la cosa importante non è solo "fare" la filosofia, bensi' applicarla alla realtà politica. E questo è compito dei partiti, non dei filosofi (se questi ultimi non voglion far la fine di Platone a cui capito' di esser venduto come schiavo per essersi impicciato del governo di Siracusa).
Non servono tomi di sociologia per sapere che tutti i cittadini votano con "tutto", cioè le budelle, poi con il cuore e salendo ancora con la testa, diritto naturale di homo sapiens.
Non mi è però chiaro come sia risultato possibile che questa "destra" emergesse proponendo una politica dapprima neo liberista e poi una di segno contrario ( barrriere doganali, neostatalismo, etc.) la cui comune caratteristica è comunque quella di penalizzare i "poveracci" ( che la votano) a vantaggio dei "paperoni" ( alcuni dei quali sono di "sinistra" ). Quale è la musica miracolosa usata dal pifferaio di destra ? Non la trovo indicata dall'autore, che pure ha ragione a criticare lo spirito conservatore o comunque astorico della sinistra, e soprattutto i socialdemocratici della "terza via"( Clinton, Blair, D'Alema, etc.). A ben vedere l'Europa era morta con la II Guerra e da allora l'Occidente è gli Stati Uniti e l'Europa vive di rendita. Quindi sono le convulsioni interne degli USA che vanno esaminate con più attenzione: crisi Vietnam e fine anni '70, 2001 e Crisi 2007, e poi... le nuove tecnologie ( made in USA ) prendono il controllo.
Alla sinistra manca il coraggio di proporre idee radicali che cambino sistematicamente la società. Non si oppongono allo status quo. Perché nessun politico di sinistra porta avanti le idee di Picketty, di Zucman, di Stiglitz e tanti altri economisti che di soluzioni ne propongono svariate?
Una visione meno eurocentrica gioverebbe alla sinistra. La globalizzazione ha fatto stare molto meglio moltissime persone che erano molto più povere dei nostri lavoratori. E' una ridistribuzione virtuosa del reddito. E comunque in generale (l'Italia è un'eccezione) anche i lavoratori dei paesi sviluppati stanno meglio. Ma giustamente temono il fenomeno, e comunque hanno visto che la distribuzione all'interno dei paesi sviluppati è peggiorata. Tutti meglio, ma pochi MOLTO meglio. Guai comunque a negare gli aspetti virtuosi della globalizzazione, la sinistra da noi non può fare altro che cercare di smussarne gli aspetti negativi, una strada certo in salita.
Ma non può certo invocare il protezionismo mentendo, e inseguendo le destre. Ogni fabbrica che delocalizza fa stare un pò peggio dei lavoratori protetti, ma altri, più poveri e meno protetti, festeggiano...
mah. mi spiace ma l'impianto generale non mi ha convinto del tutto
1) l'uomo è cacciatore, non ci sono più mezze stagioni e la sinistra è fatta da una classe agiata snob che vive nelle ZTL. un luogo comune. nella mia esperienza è di una verità lampante invece un'altro luogo comune, c' è un rapporto inversamente proporziale tra cultura ( che non significa scolarità) e voto a destra, e essendoci anche un rapporto seppur non così forte tra livello culturale e lievello economico questo può dare l'illusione ottica che anche il primo luogo comune sia in essere, ma non sono la stessa cosa
2) l'articolo parte da un presupposto di determinanti razionalità e di interesse del voto. il votare ( condizione necessaria ma non sufficente in democrazia) non è mai stato solo razionale ma ha sempre veicolato 2 capisaldi dell'uomo sociale , la paranoia e la nevrosi ossessiva. adesso molto più di prima perchè la destra ha spostato l'asse del discorso in un ambito che direi pre-politico, emotivo, tribale, simbolico. In questo internet le ha dato una grande mano. in tal senso nessun leader di destra attuale può dirsi "occidentale" meno di tutti steve bannon. questo è avvenuto in una fase in cui è venuto al pettine dopo un secolo un "vuoto di senso" , liberatorio su base epocale ma spaventoso su base di un orizzonte esistenziale stretto, da cui concetti totem come nazione , tradizione e soprattutto identità, concettualmente risibili ma la coperta di linus per gente spaventata e impaurita nel buio. Se penso all'elettore di destra( e ho amici elettori di destra) non penso a gente catturata da ricette economiche ma a gente che ha paura un pò non capisce e che vorrebbe tornare agli anni 80.
anch'io, ero giovane , non avevo i capelli bianchi e giocavo a calcetto
3) la globalizzazione non è che si può scegliere, è un portato del drive tecnologico. essere antiglobalisti è un pensiero-truffa. certo si può governare in vari modi, e sicuramente la maniera migliore di governarla è accettarla. certo che se la usiamo come sponda per il turboliberismo senza regole è chiaro che poi il disagio può venire sfruttato da chi lo sa fare meglio, proponendo la stessa cosa ma con narrazione diversa. ma poi si parla di globalizzazione in termini economici, che è l'avanguardia, di butta sempre il portafoglio oltre l'ostacolo, ma in coda c'è in atto una globalizzaione politica, culturale , razziale. ci vorra qualche secolo ma ci arriveremo, e penso sarà un grande momento, che nessuno di noi vedrà. gia..
4) ...l'immigrazione. nella mi esperienza è il fattore numero 1, in assoluto e nella mia esperienza è 80% narrazione. ma 20% no. la destre sono disoneste a raccontare che è evitabile, le sinistre disoneste nel raccontare che non sia ANCHE un problema , di svalutazione del lavoro,di ordine pubblico anche se un decimo di quanto viene raccontato ,di portato patriarcale ecc.. che va affrontato con razionalità, etica, dialettica, oltre che con un pò di forza e di convinzione. e anche molti soldi, che ti ritorneranno come capitale umano, scusate l'espressione aziendalista, sicurezza e ricchezza. ma noi preferiamo dire o non ci sono problemi e che con la cultura delle spose bambine si deve dialogare oppure vagheggiare di terrorismo islamico , del presepe a natale o di sostituzione etnica, per poi fare lavorare i nuovi schiavi a 1 euro l'ora magari a pochi km dalla guardia di finanza e carabinieri.
Il libro, se non sbaglio, è stato molto apprezzato dalla professoressa Nadia Urbinati in un talk show de La7. E credo che le ragioni espresse qui in sintesi siano tali da "costringere" a studiare quella sinistra meritocratica, snob, che difende lo "status quo" (vedi ad esempio la sordità su temi come la sicurezza, l'assenza di parole vere che suscitino negli elettori un minimo di emozione, un discorso sul lavoro che vada oltre la rivendicazione del c.d. 'salario minimo', la tassazione anche nella forma di patrimoniale di quel gruzzolo assai minoritario di italiani che ha guadagnato 150 miliardi in un anno) le ventilate soluzioni proposte per bocca di Pedemonte dagli esperti citati, immagino, anche nel libro.
Che la Schlein e il suo "cerchio magico" comincino a fare sul serio (nel suo partito vedo solo uno come Cuperlo a porsi problemi del genere), perché le elezioni sono quasi alle porte e non mi pare che ci arrivino preparati. La Destra, che va detto è incapace e del tutto inadeguata al ruolo che ricopre, rischia di fare il bis.
Beh quella delle persone sane, ambiziose, leggere, spensierate, sorridenti, rilassate, virili, vigorose, risolte, vestire bene e che amano mangiare di gusto e via dicendo
Non vedo una analisi originale, solo una serie di banalità sulla sinistra da ZTL. La verità è che laddove la sinistra è concreta, vedi UK o Sanchez o Biden o Obama, riesce a vincere, mentre la sinistra degli ideali dell'internazionale socialista (che è la gran parte della sinistra in Italia) non è mai stata maggioranza. Finché si rimpiange il Che, si fanno manifestazioni per Askatasuna, si spaccano le vetrine per la Palestina, è impossibile pensare di vincere. Provate a pensare cosa sarebbe successo se a una manifestazione della destra avessero spaccato le vetrine e messo a ferro e fuoco la città, sarebbe venuta giù l'ira di Dio. La famosa casalinga di Voghera vede Asaktasuna che tira le molotov ai cantieri della TAV, che spacca le vetrine, e poi vede Schlein che manifesta per non chiuderli, e cosa fa? Vota a destra. Ovvio. Chiedete a Starmer o Sanchez cosa farebbero se avessero un Askatasuna a casa loro....
Scrivo dalla Danimarca dove vivo da 8 anni. Ho cambiato idea su molte, moltissime cose.
Per me, la ricetta di rilancio per la sinistra europea è la socialdemocrazia, che promuove (in ordine di importanza) l'aggregazione sociale (incluso il volontariato, che si aggiunge nel curriculum), la centralità dello Stato (che lascia al privato la gran parte del terziario ma lo esclude quasi del tutto da sanità e istruzione), il controllo sociale attraverso il fisco (che picchia come un fabbro ma dà moltissimo in cambio).
Quando si parla di sinistra, qui si parla di economia e di assetto dello stato, non di diritti civili: il settore pubblico assorbe il 28% degli impiegati (in Italia siamo sotto il 14%). La struttura dello Stato è laica e ha introiettato l'associazionismo religioso già da molto tempo. Chi vuole andare in chiesa paga un'addizionale sul proprio IRPEF molto alta (1% mi pare).
Il fisco è la vera chiave per leggere il paese e le sue regole: Iva è al 25%, niente aliquote ridotte, nessuna distorsione del mercato (tipo il superbonus edilizio, per dire). I redditi da capitale sono tassati al 42% sopra i 7mila euro circa. I dividendi societari sono tassati tra il 22 e il 27%. La casa (sì, anche la prima) è tassata all'1% fino a 400mila euro di valore circa, al 3% sopra tale limite, e questo significa che i benestanti pagano sensibilmente più tasse di chi fatica a mettere insieme pranzo e cena. 400mila euro significa comunque una casa di tutto rispetto in paese, una bella casa in campagna, e un appartamentino assai piccino e anonimo nella capitale dove gli stipendi sono però molto alti. Le successioni sopra i 50mila euro (inclusi i beni immobili) sono tassate al 15% per i discendenti prossimi, il resto va in tassazione ordinaria.
Non esiste il segreto bancario, le autorità fiscali sono severe e fanno controlli.
Il Paese non è chiuso ai migranti ma impone regole molto precise (le stesse che valgono per i cittadini, non è sulle regole che si imperniano le differenze tra nativi e immigrati, con sparute e trascurabili eccezioni, tranne ovviamente quelle che distinguono un UE da un extra-UE); lo Stato segue le persone che sono entrate in Danimarca (nel bene e nel male), è rigido con i visti di lavoro e non permette la creazione di ghetti (googhelare 'ghettolov'). Non si tratta di integrazione, qui, semmai di assimilazione. Poi certo, Copenaghen è estremamente tollerante, il paesino di diecimila anime nello Jutland meno.
L'alto livello di tassazione permette tra le altre cose un robusto stato sociale. C'è la flex-security, quella di Ichino, e c'è jobnet (o meglio c'era, ora sta cambiando) cioè i navigator di Di Maio ma il lavoro te lo trova(va)no, quale che fosse, e se volevi i sussidi dovevi stare appresso al loro programma eccome.
I sindacati impongono forme contrattuali e rinnovi dei contratti, senza se e senza ma. in 8 anni ho visto solo scioperi del settore infermieristico: sono andati avanti per un po', poi hanno ottenuto quello che chiedevano perché gli ospedali cominciavano a non funzionare.
Mi fermo qui perché il resto è facile da trovare su internet. Però aggiungo una cosa: quel che ho scritto quissù, per quanto ne so, non è 'parte' della discussione politica perché è sposato tale e quale da sinistra, centro e destra a parte poche e poco fortunate eccezioni che raramente superano il 5% quando si vota. Qualche anno fa c'è stato un politico di centro-destra che ha proposto di innalzare il numero di ore di lavoro a settimana (ora sono 36) e investire in borsa gli extraprofitti: è stato sommerso di critiche da tutte le parti.
In economia, tutti i partiti sono di sinistra, anche quelli di destra. Il resto è materia parlamentare.
Il confronto con la 'sinistra' italiana è impietoso. Visto da qui, il principale partito italiano di sinistra sembrava un partito borghese, anzi, il più borghese d'Italia, già dagli anni '90, quando andavo all'università. Continuo ad augurarmi che sparisca ma niente, sta ancora lì.
Saluti
"E' la realtà che determina le idee", giustissimo. Ma la sinistra se è diventata globalista e neoliberista è proprio per "merito" di politici, sindacalisti ecc. che all'affacciarsi della crisi economica degli anni '70 e '80 hanno cominciato a dire che bisognava cambiare le idee e non rimanere fossilizzati in "gabbie ideologiche antiquate", che naturalmente all'epoca erano la difesa dei salari, la difesa dei lavoratori dall'arroganza dei "padroni", ecc. ecc. Dunque se è vero che è la realtà che cambia le idee, è un po' come dire che non è l'uomo che cambia la storia, ma è la storia che cambia l'uomo e...gli indirizzi politici delle masse. E le masse (parola da vecchia sinistra), quando non comprendono più bene la realtà diventata, ebbene sì, troppo complicata (si provino i vari "premi Nobel" a governare il problema dell'immigrazione), sono capaci di votare anche contro il proprio interesse, pensando il contrario.
Concludendo quali sono le sue idee e soluzioni?
Grazie.
Bell'articolo, molto condivisibile nella sua pars destruens. Ma quali sono le idee eretiche che l'Autore propone? Non so se nel libro sono illustrate, nell'articolo sono a malapena accennate, mentre il problema è proprio trovare le idee e le soluzioni giuste, che diano una risposta efficace e credibile al disagio di chi vota a destra. Quanto a W. Streeck, è un acuto e brillante sociologo, i cui libri sono sempre di grande interesse, ma molte delle sue proposte sono davvero piuttosto regressive, a cominciare dalla sua posizione sull'Unione europea, nei cui confronti non sembra manifestare solo scetticismo ma anche una forte ostilità
Ah perbacco, ecco una analisi molto accurata e veritiera. Grazie a Enrico Pedemonte ! come abbiamo ringraziato anche la dott.ssa Martina Bagnoli due giorni fa, con argomenti simili, sostenuti da un gran libro di filosofia. Libro da mettere "in lizza" con questo di Pedemonte e, magari, anche quello di Stefano sul "Tecnofascismo" dell'anno scorso.
E nel lungo intervento di oggi, sono citati anche fior di teste politiche, piu' o meno note, ma certamente autorevoli. Consiglio a tutti di buttarsi a leggere tutti questi scritti precursori, .....chi sa mai, magari ci troviamo anche il "Karletto" del XXI secolo !
Ma adesso, la cosa importante non è solo "fare" la filosofia, bensi' applicarla alla realtà politica. E questo è compito dei partiti, non dei filosofi (se questi ultimi non voglion far la fine di Platone a cui capito' di esser venduto come schiavo per essersi impicciato del governo di Siracusa).
Non servono tomi di sociologia per sapere che tutti i cittadini votano con "tutto", cioè le budelle, poi con il cuore e salendo ancora con la testa, diritto naturale di homo sapiens.
Non mi è però chiaro come sia risultato possibile che questa "destra" emergesse proponendo una politica dapprima neo liberista e poi una di segno contrario ( barrriere doganali, neostatalismo, etc.) la cui comune caratteristica è comunque quella di penalizzare i "poveracci" ( che la votano) a vantaggio dei "paperoni" ( alcuni dei quali sono di "sinistra" ). Quale è la musica miracolosa usata dal pifferaio di destra ? Non la trovo indicata dall'autore, che pure ha ragione a criticare lo spirito conservatore o comunque astorico della sinistra, e soprattutto i socialdemocratici della "terza via"( Clinton, Blair, D'Alema, etc.). A ben vedere l'Europa era morta con la II Guerra e da allora l'Occidente è gli Stati Uniti e l'Europa vive di rendita. Quindi sono le convulsioni interne degli USA che vanno esaminate con più attenzione: crisi Vietnam e fine anni '70, 2001 e Crisi 2007, e poi... le nuove tecnologie ( made in USA ) prendono il controllo.
Francesco Silva
Alla sinistra manca il coraggio di proporre idee radicali che cambino sistematicamente la società. Non si oppongono allo status quo. Perché nessun politico di sinistra porta avanti le idee di Picketty, di Zucman, di Stiglitz e tanti altri economisti che di soluzioni ne propongono svariate?
Perché sono idee assurde e impraticabili
Una visione meno eurocentrica gioverebbe alla sinistra. La globalizzazione ha fatto stare molto meglio moltissime persone che erano molto più povere dei nostri lavoratori. E' una ridistribuzione virtuosa del reddito. E comunque in generale (l'Italia è un'eccezione) anche i lavoratori dei paesi sviluppati stanno meglio. Ma giustamente temono il fenomeno, e comunque hanno visto che la distribuzione all'interno dei paesi sviluppati è peggiorata. Tutti meglio, ma pochi MOLTO meglio. Guai comunque a negare gli aspetti virtuosi della globalizzazione, la sinistra da noi non può fare altro che cercare di smussarne gli aspetti negativi, una strada certo in salita.
Ma non può certo invocare il protezionismo mentendo, e inseguendo le destre. Ogni fabbrica che delocalizza fa stare un pò peggio dei lavoratori protetti, ma altri, più poveri e meno protetti, festeggiano...
mah. mi spiace ma l'impianto generale non mi ha convinto del tutto
1) l'uomo è cacciatore, non ci sono più mezze stagioni e la sinistra è fatta da una classe agiata snob che vive nelle ZTL. un luogo comune. nella mia esperienza è di una verità lampante invece un'altro luogo comune, c' è un rapporto inversamente proporziale tra cultura ( che non significa scolarità) e voto a destra, e essendoci anche un rapporto seppur non così forte tra livello culturale e lievello economico questo può dare l'illusione ottica che anche il primo luogo comune sia in essere, ma non sono la stessa cosa
2) l'articolo parte da un presupposto di determinanti razionalità e di interesse del voto. il votare ( condizione necessaria ma non sufficente in democrazia) non è mai stato solo razionale ma ha sempre veicolato 2 capisaldi dell'uomo sociale , la paranoia e la nevrosi ossessiva. adesso molto più di prima perchè la destra ha spostato l'asse del discorso in un ambito che direi pre-politico, emotivo, tribale, simbolico. In questo internet le ha dato una grande mano. in tal senso nessun leader di destra attuale può dirsi "occidentale" meno di tutti steve bannon. questo è avvenuto in una fase in cui è venuto al pettine dopo un secolo un "vuoto di senso" , liberatorio su base epocale ma spaventoso su base di un orizzonte esistenziale stretto, da cui concetti totem come nazione , tradizione e soprattutto identità, concettualmente risibili ma la coperta di linus per gente spaventata e impaurita nel buio. Se penso all'elettore di destra( e ho amici elettori di destra) non penso a gente catturata da ricette economiche ma a gente che ha paura un pò non capisce e che vorrebbe tornare agli anni 80.
anch'io, ero giovane , non avevo i capelli bianchi e giocavo a calcetto
3) la globalizzazione non è che si può scegliere, è un portato del drive tecnologico. essere antiglobalisti è un pensiero-truffa. certo si può governare in vari modi, e sicuramente la maniera migliore di governarla è accettarla. certo che se la usiamo come sponda per il turboliberismo senza regole è chiaro che poi il disagio può venire sfruttato da chi lo sa fare meglio, proponendo la stessa cosa ma con narrazione diversa. ma poi si parla di globalizzazione in termini economici, che è l'avanguardia, di butta sempre il portafoglio oltre l'ostacolo, ma in coda c'è in atto una globalizzaione politica, culturale , razziale. ci vorra qualche secolo ma ci arriveremo, e penso sarà un grande momento, che nessuno di noi vedrà. gia..
4) ...l'immigrazione. nella mi esperienza è il fattore numero 1, in assoluto e nella mia esperienza è 80% narrazione. ma 20% no. la destre sono disoneste a raccontare che è evitabile, le sinistre disoneste nel raccontare che non sia ANCHE un problema , di svalutazione del lavoro,di ordine pubblico anche se un decimo di quanto viene raccontato ,di portato patriarcale ecc.. che va affrontato con razionalità, etica, dialettica, oltre che con un pò di forza e di convinzione. e anche molti soldi, che ti ritorneranno come capitale umano, scusate l'espressione aziendalista, sicurezza e ricchezza. ma noi preferiamo dire o non ci sono problemi e che con la cultura delle spose bambine si deve dialogare oppure vagheggiare di terrorismo islamico , del presepe a natale o di sostituzione etnica, per poi fare lavorare i nuovi schiavi a 1 euro l'ora magari a pochi km dalla guardia di finanza e carabinieri.
Il libro, se non sbaglio, è stato molto apprezzato dalla professoressa Nadia Urbinati in un talk show de La7. E credo che le ragioni espresse qui in sintesi siano tali da "costringere" a studiare quella sinistra meritocratica, snob, che difende lo "status quo" (vedi ad esempio la sordità su temi come la sicurezza, l'assenza di parole vere che suscitino negli elettori un minimo di emozione, un discorso sul lavoro che vada oltre la rivendicazione del c.d. 'salario minimo', la tassazione anche nella forma di patrimoniale di quel gruzzolo assai minoritario di italiani che ha guadagnato 150 miliardi in un anno) le ventilate soluzioni proposte per bocca di Pedemonte dagli esperti citati, immagino, anche nel libro.
Che la Schlein e il suo "cerchio magico" comincino a fare sul serio (nel suo partito vedo solo uno come Cuperlo a porsi problemi del genere), perché le elezioni sono quasi alle porte e non mi pare che ci arrivino preparati. La Destra, che va detto è incapace e del tutto inadeguata al ruolo che ricopre, rischia di fare il bis.
Ma perché mai dovrebbe vincere la sinistra se alla maggioranza va super bene così?
Quale maggioranza?
Beh quella delle persone sane, ambiziose, leggere, spensierate, sorridenti, rilassate, virili, vigorose, risolte, vestire bene e che amano mangiare di gusto e via dicendo
🤔🤔🤔