Appunti - di Stefano Feltri

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La risposta dell’India al declino americano

Nuova Delhi moltiplica le partnership dall’Indo-Pacifico all’UE e al Medio Oriente, ma la pressione cinese e la rivalità conl Pakistan limitano la sua ambizione globale. Un'analisi del centro Spykman

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Mariam Qureshi
ago 14, 2026
∙ A pagamento

La guerra contro l’Iran ha ribadito l’importanza geopolitica del controllo delle vie d’acqua. L’India è già stata «accerchiata» dalla strategia cinese del «filo di perle», attraverso la quale Pechino ha ottenuto l’accesso a porti cruciali nell’Oceano Indiano e nel Golfo del Bengala, accrescendo la propria influenza sulle rotte marittime e sulle linee di navigazione.

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Appunti di Geopolitica: il nuovo numero della rivista

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Stefano Feltri
·
Aug 8
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Mariam Qureshi è dottoranda in Relazioni internazionali presso l’Università di Reading. La sua ricerca si concentra sull’asimmetria di potere nelle relazioni internazionali e sulla politica estera degli Stati più deboli. Ha conseguito un master in Affari internazionali con specializzazione in Spionaggio e Sorveglianza al King’s College di Londra. È originaria di Lahore, in Pakistan. E’ co-fondatrice e direttrice esecutiva del centro Spykman.

Il primo ministro Narendra Modi è stato insolitamente impegnato. Quando non è in viaggio per visite in tre Paesi — Indonesia, Australia e Nuova Zelanda — o per un tour in cinque tappe tra Paesi Bassi, Italia, Svezia, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti, accoglie a Nuova Delhi il presidente Emmanuel Macron, il primo ministro canadese Mark Carney, la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, oltre ai leader di Bhutan, Vietnam e altri Paesi.

Un dato particolarmente significativo è che anche il segretario di Stato americano Marco Rubio si è recato in India prima della riunione del QUAD, nel tentativo di migliorare i rapporti dopo un anno di tensioni tra Nuova Delhi e Washington sui dazi, sulle importazioni di petrolio russo e sul ruolo rivendicato dal presidente Donald Trump nei negoziati per il cessate il fuoco tra India e Pakistan del maggio 2025.

Sarebbe semplicistico sostenere che l’India stia semplicemente rafforzando la propria strategia nell’Indo-Pacifico per contenere la Cina.

Sarebbe per esempio sbagliato trascurare la nuova «partnership strategica» dell’India con Grecia e Cipro, l’accordo economico con gli Emirati Arabi Uniti e la visita in Israele compiuta poco prima dell’inizio della guerra contro l’Iran.

Ma sarebbe altrettanto semplicistico considerare tutto questo soltanto una manifestazione della politica indiana di multi-allineamento, sviluppata per preservare l’autonomia strategica del Paese attraverso la diversificazione dei partner economici e di sicurezza.

La realtà, come sempre, è molto più complessa.

Gli allineamenti dell’India in diverse regioni del mondo prendono forma mentre il declino degli Stati Uniti accelera: una questione che non riguarda soltanto Nuova Delhi.

L’inaffidabilità e l’imprevedibilità degli Stati Uniti, soprattutto durante la seconda amministrazione Trump, hanno alimentato i timori e spinto gli «alleati» di Washington, insieme ad altri Paesi, a cercare alternative per soddisfare le proprie esigenze commerciali e di difesa.

India, Cina e Indo-Pacifico

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