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Avatar di Guido

Penso da giorni a quanto scritto. Come se mi si fosse letto nel pensiero. Sono da poco tornato dall'altopiano di Asiago, dai luoghi di Lussu e Rigoni Stern e tanti altri. Ho camminato probabilmente su quanto cresciuto e quanto rimasto sotto terra dei 50.000 soldati che non sono stati ritrovati, siano stati italiani e austroungarici. E mi sono messo a pensare al Sergente nella Neve, e non solo a quel libro ma a tutte le tematiche portate avanti dal grande vecchio sergente. Mi sono messo a pensare che loro hanno scritto per fissare sulle pagine le cose perché non potessero essere dimenticate. Ma quelle cose sono così vere, reali, distillate che - al netto della quantità di gente che legge in Italia e non solo - sono così scomode che devono essere dimenticate. Altrimenti il mondo virerebbe su altre strade. O peggio la vita di molti si ritroverebbe senza un senso. Quelle parole dovrebbero essere stampate sui cartelloni. Poi però mi domando quanto oggi, quanti oggi, invischiati in un mondo dis empatico, riuscirebbero solo per un attimo a capire quanto provarono quei giovani, nostri nonni e bisnonni. Mi domando quanto sanno i ventenni di quei ventenni. Ma se anche lo sanno, se riuscirebbero a provare qualcosa. ma non penso solo ai giovani. Io sono ancori più colpito dai settantenni, figli di quei soldati, o dai loro nipoti che, in massa, li hanno sotterrati - e con essi la loro memoria - sotto la montagna di soldi e di benessere che gli è arrivata addosso subito dopo. Primo Lavi capì che probabilmente anche la Shoah sarebbe stata dimenticata....( i morti della Shoah e le colpe dei carnefici). Comunque, basterebbe più Rigoni Stern e meno Tolkien....

Avatar di Carla Zapparoli

Mi sono commossa. Nel racconto leggero e profondo ho ritrovato immagini e sensazioni e ricordi dei miei primi anni di vita. Sono del 1942 e ho ancora nell anima lo smarrimento dei bombardamenti del 1944/45. E l’odore dell aria all uscita dal rifugio e il colore del cielo. Non sono stata capace di calpestare la terra, o la sabbia della spiaggia, a piedi nudi sino a quasi ventenne.

Il dolore piu’ grande oggi e’ percepire che non c’e’ consapevolezza, non c e’ partecipazione emotiva per l orrore che succede oggi vicino a noi

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