La destra post-identitaria
La crisi della politica della cultura è crisi di governo, la stagione di Giorgia Meloni è al crepuscolo mentre si prepara quella di Marina Berlusconi e Luca Zaia
All’improvviso la comunicazione di Giorgia Meloni, così fredda e unidirezionale, dal palazzo assediato verso il pubblico sempre trattato un po’ come ostile, sembra invecchiata. Anche i video di Matteo Salvini, in teoria ancora il leader di una Lega che però vede più futuro in Zaia che nell’attuale segretario, sembrano ormai di un’altra epoca: è finita la stagione dei social amatoriali, della comunicazione grezza e disintermediata, della spontaneità. Questa è la stagione dei creator: il pubblico vuole contenuto, intrattenimento, non istantanee di vita vissuta senza filtri
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Dossier Garlasco: le sentenze, i fatti, le ipotesi
Se dovesse emergere che Alberto Stasi è davvero innocente, un intero Paese dovrebbe chiedersi perché ha potuto consentire che un ragazzo a cui avevano ucciso la fidanzata venisse distrutto sui media e poi incarcerato per quasi un ventennio
Per capire quello che sta succedendo nel centrodestra di governo, non bisogna partire dall’ultimo caso dei licenziamenti al ministero della cultura, ma da un video-podcast che si chiama Il Fienile: c’è l’ex presidente del Veneto Luca Zaia che intervista personaggi famosi.




