Le piattaforme digitali vogliono convincerci che con qualche modifica i loro prodotti possono diventare più sicuri e meno dannosi. La stessa strategia (fallita) dei produttori di sigarette
Bisogna insistere sulle realtà dimostrate dalla comunità scientifica. Ricordate quando iniziarono le prime voci di dissenso ai vaccini infantili? Troppo deboli le voci delle organizzazioni sanitarie e il risultato qual è stato? Il ritorno in Occidente di malattie che credevamo esserci lasciati alle spalle.
I dati scientifici vanno condivisi con la popolazione in modo semplice. Si può fare, senza neppure scomodare Socrate, basta averne la volontà.
Molto corretto, bisogna insistere come non mai su questo argomento. Ricordo che in Italia, tra i primi in Europa, fu proibito il fumo nei luoghi pubblici chiusi, trattorie e ristoranti per cominciare, oltre ai cinematografi Ebbene, tutto il paese obbedì "in un fiat" e in molti ci stupimmo di questo. Fu un successo quasi simile con le cinture di sicurezza. Può sembrare poco e invece sono passi avanti importanti di una società civile.
Ancora, ricordiamoci di queste buone prove, noi italiani, invece di digrignare stoltamente luoghi comuni autoflagellanti. Del resto, abitando ormai in Svizzera, mi son reso conto che i molti italiani qui residenti si comportano con buon senso civico che solo qui possono avere acquisito e con successo.
"Quid obstat", perché, allora, per adottare un approccio simile anche per difendersi dalla prepotenza assurda e cocciuta delle big tech USA !? si potrebbe persino farne una battaglia "bi-partisan"! ci sono anche esempi virtuosi di altri paesi...
Complimenti, ottime argomentazioni! Purtroppo (come ho già scritto in altra occasione) gli studi scientifici non stanno allo stesso passo della sentenza del tribunale californiano. Infatti, alcuni ricercatori sostengono, su autorevoli riviste, che non esistono prove scientifiche sul danno dei social media alla salute mentale. Questa idea è spesso ripresa dai giornali e in rete, dando così credito a quanto ha detto Zuckerberg per discolparsi ("se le persone non si sentono a proprio agio, perché dovrebbero continuare a usare il prodotto?") Ma le prove scientifiche ci sono, come faccio vedere in mauriziopugno.substack.com
."...contenuti personalizzati a ciascun utente allo scopo di tenerlo incollato allo schermo... ogni secondo della sua attenzione..." Esattamente come mi succede con Appunti. Articoli, interviste, video e passo ore davanti allo schermo. Meno male che sono in pensione. Eheheh almeno non si rimbecilisce.
Bisogna insistere sulle realtà dimostrate dalla comunità scientifica. Ricordate quando iniziarono le prime voci di dissenso ai vaccini infantili? Troppo deboli le voci delle organizzazioni sanitarie e il risultato qual è stato? Il ritorno in Occidente di malattie che credevamo esserci lasciati alle spalle.
I dati scientifici vanno condivisi con la popolazione in modo semplice. Si può fare, senza neppure scomodare Socrate, basta averne la volontà.
Molto corretto, bisogna insistere come non mai su questo argomento. Ricordo che in Italia, tra i primi in Europa, fu proibito il fumo nei luoghi pubblici chiusi, trattorie e ristoranti per cominciare, oltre ai cinematografi Ebbene, tutto il paese obbedì "in un fiat" e in molti ci stupimmo di questo. Fu un successo quasi simile con le cinture di sicurezza. Può sembrare poco e invece sono passi avanti importanti di una società civile.
Ancora, ricordiamoci di queste buone prove, noi italiani, invece di digrignare stoltamente luoghi comuni autoflagellanti. Del resto, abitando ormai in Svizzera, mi son reso conto che i molti italiani qui residenti si comportano con buon senso civico che solo qui possono avere acquisito e con successo.
"Quid obstat", perché, allora, per adottare un approccio simile anche per difendersi dalla prepotenza assurda e cocciuta delle big tech USA !? si potrebbe persino farne una battaglia "bi-partisan"! ci sono anche esempi virtuosi di altri paesi...
Complimenti, ottime argomentazioni! Purtroppo (come ho già scritto in altra occasione) gli studi scientifici non stanno allo stesso passo della sentenza del tribunale californiano. Infatti, alcuni ricercatori sostengono, su autorevoli riviste, che non esistono prove scientifiche sul danno dei social media alla salute mentale. Questa idea è spesso ripresa dai giornali e in rete, dando così credito a quanto ha detto Zuckerberg per discolparsi ("se le persone non si sentono a proprio agio, perché dovrebbero continuare a usare il prodotto?") Ma le prove scientifiche ci sono, come faccio vedere in mauriziopugno.substack.com
."...contenuti personalizzati a ciascun utente allo scopo di tenerlo incollato allo schermo... ogni secondo della sua attenzione..." Esattamente come mi succede con Appunti. Articoli, interviste, video e passo ore davanti allo schermo. Meno male che sono in pensione. Eheheh almeno non si rimbecilisce.