Appunti - di Stefano Feltri

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Appunti di Geopolitica

Speciale: Il Venezuela e il declino americano

L’ossessione di Trump per il cambio di regime nel Paese sudamericano non si spiega fino in fondo con calcoli strategici o con l’interesse economico degli Stati Uniti - Un'analisi del centro Spykman

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Mariam Qureshi
gen 03, 2026
∙ A pagamento

Nell’ipotesi di dividere il mondo in tre sfere di influenza tra Stati Uniti, Cina e Russia, Trump vorrebbe iniziare con un Venezuela ideologicamente allineato a Washington. Oppure potrebbe trattarsi di una linea più dura per rimuovere Maduro, magari anche con la forza. Oppure potrebbe essere semplicemente un segnale alla Cina per spingerla a disaccoppiarsi dalla regione: più un auspicio che una politica concreta

Mariam Qureshi

Nella mattina di oggi, 3 gennaio, e’ cominciato l’attacco americano al Venezuela, con esplosioni a Caracas e - pare - la cattura del presidente Maduro da parte americana. Mariam Qureshi, giovane analista pakistana che si è formata nel centro Spykman diretto da Manlio Graziano, ha preparato nei giorni scorsi una analisi di questa crisi e delle motivazioni di Trump per cercare un cambio di regime in Venezuela. Potete rivedere il primo ciclo di corsi di analisi geopolitica che Manlio Graziano ha curato per gli abbonati ad Appunti di Geopolitica qui

I corsi di Analisi Geopolitica con Manlio Graziano

I corsi di Analisi Geopolitica con Manlio Graziano

Stefano Feltri e Manlio Graziano
·
November 28, 2025
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Il presidente Donald Trump sostiene che il Venezuela sia responsabile del traffico illecito che porta droga – soprattutto cocaina e fentanyl – negli Stati Uniti. Al 23 dicembre, gli Stati Uniti hanno colpito 29 imbarcazioni che, secondo Washington, erano cariche di droga, pur senza l’approvazione del Congresso e senza presentare prove.

Trump ha inoltre affermato che il Venezuela avrebbe «rubato petrolio e terre agli Stati Uniti» e ha quindi imposto un «blocco totale e completo» delle petroliere, sequestrando tre navi legate al Venezuela in acque internazionali.

In aggiunta, Trump ha mobilitato la CIA per operazioni coperte all’interno del Paese e ha dispiegato navi da guerra statunitensi nei Caraibi: il più grande spiegamento navale americano nella regione dalla crisi dei missili di Cuba. Che cosa ha probabilmente determinato questa escalation?

Di cosa non si tratta

In primo luogo, il fentanyl è prodotto principalmente in Messico ed entra negli Stati Uniti attraverso il confine meridionale.

Il Messico è anche la principale fonte di metanfetamine ed eroina dirette negli Stati Uniti, oltre a essere un Paese di transito per la cocaina sudamericana.

Colombia, insieme a Perù e Bolivia, produce la gran parte della cocaina destinata al mercato statunitense, che passa tipicamente attraverso Colombia, Perù ed Ecuador. Sebbene la produzione di cocaina e fentanyl in Venezuela sia trascurabile, il Paese facilita reti di traffico di droga.

Mentre Trump adotta misure straordinarie contro il Venezuela per il suo presunto coinvolgimento nel narcotraffico, ha graziato l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, che stava scontando negli Stati Uniti una condanna a 45 anni per aver trafficato quasi 400 tonnellate di cocaina nel Paese. Dunque, non si tratta semplicemente di droga.

In secondo luogo, questa escalation non riguarda principalmente nemmeno il petrolio. Gli Stati Uniti sono il maggiore produttore di petrolio al mondo e il greggio venezuelano rappresenta solo una quota ridotta e facilmente sostituibile.

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