Il problema dell’informazione che informa poco e male non è solo l’oligarchia degli opinionisti, ma anche il modo in cui la chiacchiera da bar sostituisce l’argomentazione
Grazie Gianfranco! Un fatto che mi porta a un certo pessimismo sull’intera questione: il pubblico televisivo non coincide con il pubblico dei lettori di Appunti, è ovviamente più ampio ma ha anche in media meno competenze e scolarità. La televisione che vive di pubblicità deve fare restare allo schermo un tipo di pubblico che di default vuole messaggi semplici. La tv di qualità potrebbe essere paternalista, una tv che insegna - questo forse faceva la vecchia BBC o la vecchia RAI. Ma chi ha l’autorità e chi sente il mandato di insegnare/educare, oggi? Chi ha i soldi per farlo? Ma ne riparliamo
Cara, grazie per il commento. Stefano ci direbbe che, per capire com'è il pubblico televisivo, bisognerebbe guardare i dati, e io non l'ho fatto.
La mia impressione però è che il pubblico televisivo dei talk show, siccome è fatto per lo più di persone ben sopra i quarant'anni (gli altri sono sulla rete), intersechi un po' fasce scolarizzate dei cittadini. Ciò detto, provavo a fare un discorso anche più ampio e più stretto, allo stesso tempo. Un discorso che coinvolge il cosidetto ceto riflessivo, che sta anche sui social, e che coi suoi comportamenti può fare un minimo di opera di trend. Come nel caso del boicottaggio o del disinvestimento contano i numeri relativi e l'esempio, non i numeri assoluti. Ma è un suggerimento impressionistico. Ci vorrebbe uno studio.
Si, io sono ormai “corrotta” dal guardare i dati (che poi ovviamente non parlano da soli). Hai ragione sul ceto medio riflessivo, è un bel concetto. Potremmo ragionare su che estensione abbia oggi, chi ci sta dentro e che potere ha.
Grazie Gianfranco Pellegrino per questa ottima analisi dell'oligopolio dell'opinione e della sua possibile – e auspicabile – cura: "Dal basso, quando i consumatori decidono di cambiare la domanda, di boicottare certe merci, di non essere più complici".
Era meglio quando in passato con Iannacci " la televisiun la t'endormenta cume un cuiun ", rispetto a questa Televisione e a questi Social che ti tengono sveglio mentre ti fanno dipendere dalle risse ove ti illudi di prendere le parti dell'uno o dell'altro, mentre continui a star fermo auto-incatenato ad una poltrona ed ad un canale.
Francesco Del Zotti
PS:
dopo avere navigato su vari siti, ho risolto la questione del pagamento e del cambio di carta di credito., anche perche finalmente ho scoperto una Help-chat, nascosta in piccolo in un sottosito di Substack; e aperta solo in alune ore.
Inoltre ho capito che la psw la cambiano quando acetti il *magic link*. E' , secondo me, meglio rifiutare il magic link e usare la propria psw.
La denuncia provocazione di Riscica, l'analisi dall'interno di come funziona il sistema di Feltri e infine Pellegrino che allarga il punto di vista e chiede "che fare" e ribalta sui consumatori la responsabilità di una sana risposta. Penso che questo dibattito meriterebbe maggiore visibilità.
Una riflessione personale: l'invito ai consumatori di scartare di lato mi trova d'accordo ma mi chiedo quale può essere l'innesco che fa partire la valanga? Sono scettico che si auto inneschi vista la situazione attuale.
Bisognerebbe avere l’educazione di dire quando si partecipa ad un talk show: sono un opinionista/politico/giornalista e non sono esperto di nulla oppure dichiarare sono un esperto e non ho altra esperienze se non quelle del mio lavoro.
E tutti e due promuovere onestamente il proprio libro.
Grazie ! Ce n' est pas comme ça dans tous les pays occidentaux.
Je regarde la TV en Suisse romande et aussi en France.
Je constate que dans les émissions politiques ou autres, normalement ce sont des spécialistes et des experts qui viennent développer les arguments...
En Italie, trop d' opinionistes. ce qui me choque c' est le sarcasme, et puis interrompre la personne qui est en train de parler et le non respect des institutions.
C'est tellement vrai! Moi, je vois les télévisions suisses, françaises, allemandes et anglaises: partout on écoute les autres avant de se prononcer. Et partout on a des experts qui n'ont des opinions différentes que sur les sujets qu'ils maîtrisent. Ici, tout est politique et tout le monde est expert de tout. Quant à la bagarre, j'observe une dérive qui monte, surtout en Angleterre, ce que je n'aurais jamais imaginé: un effet des Social Networks?
Ottima (contro)analisi: ma chi decide cosa è importante?
E diciamolo. Il livello del dibattito si è ora alzato.
Grazie Gianfranco! Un fatto che mi porta a un certo pessimismo sull’intera questione: il pubblico televisivo non coincide con il pubblico dei lettori di Appunti, è ovviamente più ampio ma ha anche in media meno competenze e scolarità. La televisione che vive di pubblicità deve fare restare allo schermo un tipo di pubblico che di default vuole messaggi semplici. La tv di qualità potrebbe essere paternalista, una tv che insegna - questo forse faceva la vecchia BBC o la vecchia RAI. Ma chi ha l’autorità e chi sente il mandato di insegnare/educare, oggi? Chi ha i soldi per farlo? Ma ne riparliamo
Cara, grazie per il commento. Stefano ci direbbe che, per capire com'è il pubblico televisivo, bisognerebbe guardare i dati, e io non l'ho fatto.
La mia impressione però è che il pubblico televisivo dei talk show, siccome è fatto per lo più di persone ben sopra i quarant'anni (gli altri sono sulla rete), intersechi un po' fasce scolarizzate dei cittadini. Ciò detto, provavo a fare un discorso anche più ampio e più stretto, allo stesso tempo. Un discorso che coinvolge il cosidetto ceto riflessivo, che sta anche sui social, e che coi suoi comportamenti può fare un minimo di opera di trend. Come nel caso del boicottaggio o del disinvestimento contano i numeri relativi e l'esempio, non i numeri assoluti. Ma è un suggerimento impressionistico. Ci vorrebbe uno studio.
Si, io sono ormai “corrotta” dal guardare i dati (che poi ovviamente non parlano da soli). Hai ragione sul ceto medio riflessivo, è un bel concetto. Potremmo ragionare su che estensione abbia oggi, chi ci sta dentro e che potere ha.
Grazie Gianfranco Pellegrino per questa ottima analisi dell'oligopolio dell'opinione e della sua possibile – e auspicabile – cura: "Dal basso, quando i consumatori decidono di cambiare la domanda, di boicottare certe merci, di non essere più complici".
Era meglio quando in passato con Iannacci " la televisiun la t'endormenta cume un cuiun ", rispetto a questa Televisione e a questi Social che ti tengono sveglio mentre ti fanno dipendere dalle risse ove ti illudi di prendere le parti dell'uno o dell'altro, mentre continui a star fermo auto-incatenato ad una poltrona ed ad un canale.
Francesco Del Zotti
PS:
dopo avere navigato su vari siti, ho risolto la questione del pagamento e del cambio di carta di credito., anche perche finalmente ho scoperto una Help-chat, nascosta in piccolo in un sottosito di Substack; e aperta solo in alune ore.
Inoltre ho capito che la psw la cambiano quando acetti il *magic link*. E' , secondo me, meglio rifiutare il magic link e usare la propria psw.
Comunque una breve Odissea finita bene
La denuncia provocazione di Riscica, l'analisi dall'interno di come funziona il sistema di Feltri e infine Pellegrino che allarga il punto di vista e chiede "che fare" e ribalta sui consumatori la responsabilità di una sana risposta. Penso che questo dibattito meriterebbe maggiore visibilità.
Una riflessione personale: l'invito ai consumatori di scartare di lato mi trova d'accordo ma mi chiedo quale può essere l'innesco che fa partire la valanga? Sono scettico che si auto inneschi vista la situazione attuale.
Io mi chiedo se ci si può sottrarre alla dopamina e se sia così giusto rovesciare le responsabilità solo sull'utente finale, invece.
Bisognerebbe avere l’educazione di dire quando si partecipa ad un talk show: sono un opinionista/politico/giornalista e non sono esperto di nulla oppure dichiarare sono un esperto e non ho altra esperienze se non quelle del mio lavoro.
E tutti e due promuovere onestamente il proprio libro.
Grazie ! Ce n' est pas comme ça dans tous les pays occidentaux.
Je regarde la TV en Suisse romande et aussi en France.
Je constate que dans les émissions politiques ou autres, normalement ce sont des spécialistes et des experts qui viennent développer les arguments...
En Italie, trop d' opinionistes. ce qui me choque c' est le sarcasme, et puis interrompre la personne qui est en train de parler et le non respect des institutions.
Bonne soirée
C'est tellement vrai! Moi, je vois les télévisions suisses, françaises, allemandes et anglaises: partout on écoute les autres avant de se prononcer. Et partout on a des experts qui n'ont des opinions différentes que sur les sujets qu'ils maîtrisent. Ici, tout est politique et tout le monde est expert de tout. Quant à la bagarre, j'observe une dérive qui monte, surtout en Angleterre, ce que je n'aurais jamais imaginé: un effet des Social Networks?
Vero, molto vero !!!!!
Grazie delle riflessioni. L’argomento le merita