L’Italia ora è contendibile
Le ultime tre elezioni regionali indicano che nel 2027 la conferma del centrodestra non è scontata. Dipende da legge elettorale, referendum e tenuta del campo largo
Il centrodestra resterebbe in vantaggio, con possibilità concrete di rivincere. Ma ci sono margini di recupero per il centrosinistra allargato in Calabria, Sicilia e Sardegna. L’Italia risulterebbe quindi divisa in cinque: Nord e Centro stabilmente al centrodestra, zona rossa e le grandi regioni del Sud (Campania, Puglia) stabilmente al centrosinistra, tre regioni decisive (Calabria, Sicilia, Sardegna), potenzialmente molto incerte
Salvatore Vassallo
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Dai commenti seguiti alle elezioni regionali di domenica e lunedì sembra che non sia successo niente. Le analisi si limitano a contare fino a tre: tante erano le regioni al voto, nessuna ha cambiato colore politico, fine della discussione. La Campania è rimasta al centrosinistra, come la Puglia, in Veneto ha stravinto il centrodestra. Passiamo al prossimo argomento.
Adesso che però abbiamo i dati definitivi si possono fare ragionamenti un po’ più sofisticati. Perché se è vero che l’esito locale è evidente e netto, le sue implicazioni nazionali sono più incerte.
Queste tre elezioni regionali ci dicono qualcosa su come si sono ricomposti gli elettorati in vista delle politiche del 2027? Le prossime saranno elezioni nazionali quantomai singolari per la storia italiana. Sia perché dovrebbero arrivare al termine naturale della legislatura, sia perché la presidente del Consiglio uscente, Giorgia Meloni, cercherà la riconferma.
Siamo così abituati all’instabilità e alle crisi ricorrenti che negli ultimi decenni non è praticamente mai successo che un premier in carica avesse qualche possibilità di rientrare a palazzo Chigi dopo il voto.
Cinque anni dopo




