L’emergenza sicurezza non esiste
I dati vengono manipolati per creare l’impressione di un Paese insicuro, ma il vero problema sono i politici che alimentano insicurezza per poi rassicurare
Prendete qualunque indicatore di criminalità e scoprirete che l’Italia non è mai stata così sicura come oggi. Se guardiamo gli omicidi volontari, per esempio, sono stati 475 nel 2015, sono scesi a 287 nell’anno del Covid, il 2020, poi sono un po’ risaliti, ma nel 2024 sono stati comunque 319. Oltre il 30 per cento in meno
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L’emergenza sicurezza non esiste, neppure nelle grandi città. E’ il risultato di un modo impressionistico di maneggiare i dati e dell’avversione molto italiana per la statistica.
Si prende un fatto di cronaca, si cerca un qualunque dato che lo confermi e se ne traggono le conseguenze politiche: i sindaci di sinistra dicono che la colpa è della destra che non manda abbastanza poliziotti sul territorio, la destra dice che sono i sindaci di sinistra buonisti che non prendono sul serio la minaccia dell’immigrazione, regolare o irregolare.
“Città da paura”, titola per esempio La Verità: lo spunto è che un uomo con chiari disturbi mentali ha accoltellato una sconosciuta in piazza Gae Aulenti, a Milano. Anche dieci anni fa aveva commesso una violenza analoga.
Se ne potrebbe dedurre che bisogna investire in salute mentale e in assistenza a persone con disagi che possono portare alla violenza, La Verità ne inferisce invece che servono “subito i militari nelle strade”. Forse per sparare ai potenziali violenti?
E’ tutto sbagliato in questo approccio, che non ha alcuna base nei dati.






