La nuova guerra che si prepara
L’ANALISI DI MANLIO GRAZIANO - Tutti guardano a Gaza, ma al confine tra Pakistan e Afghanistan matura un nuovo conflitto che può estendersi oltre l’Asia meridionale
L’apprendista stregone pakistano è un mostro dalle molte teste (il governo, i militari, i servizi segreti, i poteri regionali, etc.), che agiscono spesso indipendentemente le une dalle altre; e da tempo ormai ha perso il controllo delle forze imprudentemente evocate
Manlio Graziano
I corsi di Appunti di Geopolitica
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Tutti gli occhi oggi sono rivolti a Gaza. Il mondo, però, non si ferma lì. Volodymyr Zelensky, ad esempio, sta facendo di tutto per convincere Donald Trump a fare ciò che è riuscito a fare in Israele, mettendo Vladimir Putin con le spalle al muro e costringendolo a negoziare la pace.
Ci sono molti «ma». Prima di tutto, la pace a Gaza è ancora lontana: siamo soltanto agli inizi di un processo fragile, e già si intravedono segnali inquietanti per le tappe successive.
In secondo luogo, Putin non è Benjamin Netanyahu, e l’idea di «fare come a Gaza» è del tutto campata per aria.
Infine, mentre a Gaza si tenta di consolidare un cessate il fuoco, nuovi conflitti stanno esplodendo o riesplodendo altrove. In particolare, al confine fra Pakistan e Afghanistan, dove negli ultimi giorni si è registrata una ripresa degli scontri armati.
Di questa guerra in formazione, che rischia di allargarsi, non parla quasi nessuno; eppure, le sue implicazioni potrebbero estendersi ben oltre l’Asia meridionale.
Un conflitto che nasce da lontano






