I veri rischi dietro la bolla
Mentre i mercati sembrano quasi rassegnati alla fine dell’entusiasmo sull’intelligenza artificiale, non si preoccupano abbastanza per il settore cripto e il credito privato
Il mercato del credito privato è probabilmente tuttora più integrato con la finanza tradizionale, quindi più collegato al settore bancario e agli altri settori finanziari tradizionali, e quindi il grado di contagio potenziale sulla finanza complessiva, tradizionale e non, da parte del credito privato è maggiore di quanto tuttora non avvenga dal lato cripto
Ignazio Angeloni
Come è ben noto a chi opera sui mercati finanziari, fare previsioni è difficile, soprattutto sul futuro. Ma non è mai stato tanto difficile come in queste settimane, perché ci sono domande alle quali non esiste una risposta.
La principale è se intorno all’intelligenza artificiale ci sia una bolla, cioè se le valutazioni di tutte le società che stanno investendo decine di miliardi nella costruzione di giganteschi data center per avere modelli sempre più potenti non stiano sprecando i loro soldi.
Nel giro di qualche mese, il vago sospetto che dal punto di vista finanziario l’intelligenza artificiale fosse una bolla destinata a esplodere si è evoluto in una specie di certezza condivisa. Che però viene contraddetta ogni giorno dall’andamento dei mercati.
Siamo un po’ nella situazione paradossale nella quale l’unico modo per fare soldi è comportarsi all’opposto di quello che quasi tutte le analisi pubblicate suggeriscono. Cioè, continuare a gonfiare la bolla.



