Fermare la crisi climatica si può
Dieci anni dopo il vertice di Parigi e alla vigilia della nuova COP in Brasile, moltissimo resta ancora da fare. Però questi dieci anni non sono passati invano
Sono passati dieci anni dall’accordo di Parigi e, anche se gli Stati Uniti il prossimo gennaio usciranno ufficialmente da questo accordo, gli impegni e le politiche oggi in vigore in tutti i paesi che l’hanno sottoscritto ci portano a un aumento della temperatura a fine secolo di circa 2,6-2,7 °C. Quindi siamo ancora lontani dai 2 °C, ma ci stiamo avvicinando
Valentina Bosetti
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Come ogni anno, arriva il momento del vertice COP, la conferenza delle parti che è il più importante appuntamento internazionale dove Stati e governi prendono decisioni concrete sulla gestione della crisi climatica.
Negli anni scorsi, la lunga vigilia della COP era ricca di discussioni, polemiche, proposte. L’edizione 2025 è arrivata quasi nell’indifferenza dei grandi media e anche dell’opinione pubblica generalista: ci sono troppe emergenze che hanno occupato i nostri pensieri negli ultimi mesi, soprattutto le guerre tra Gaza e l’Ucraina.
La crisi climatica è un po’ scivolata in basso nelle nostre priorità, anche Greta Thunberg nell’immaginario collettivo ormai è soprattutto un’attivista per i diritti dei palestinesi e non più la leader di un movimento giovanile per il clima.
Eppure sappiamo che il problema non è sparito: secondo il monitoraggio dell’agenzia europea Copernicus, il settembre del 2025 è stato il terzo più caldo di sempre, appena poco più fresco di quello del 2024 e del 2023.




