C’è vita oltre la destra
In Olanda l’estremista Wilders ha perso, negli Stati Uniti si prepara l’arrivo di Mamdani a New York. Ma le destre hanno cambiato l’agenda
Per molto tempo si è creduto che la crisi dei partiti progressisti e di sinistra in Europa avrebbe inevitabilmente portato al rafforzamento delle destre più estreme e populiste, anti-europee, anti-NATO e anti-occidentali. In realtà, le ultime elezioni — comprese quelle europee — mostrano l’emergere di una nuova destra pragmatica e moderata, più realistica e meno ideologica: una destra che vuole adattarsi alle sfide del tempo
Teresa Coratella
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Ci sono alcune elezioni nelle quali molti cercano di leggere un messaggio che va oltre l’impatto locale. La vittoria di uno o la sconfitta di un altro vengono lette come la rivelazione dello spirito dei tempi.
Si attende, per esempio, il probabile successo del Democratico e socialista Zohran Mamdani alle elezioni per scegliere il sindaco di New York come il risveglio di un’America alternativa a Donald Trump.
Anche se New York è una realtà a parte, e non è affatto detto che le proposte economiche molto di sinistra di Mamdani possano portare consenso analogo in altre parti degli Stati Uniti.
In Europa le cose sono un po’ più complicate.
Il senso dell’Olanda
Le elezioni politiche in Olanda, per esempio, arrivano dopo quasi due anni di caos e paralisi dovuti all’estrema destra al potere.





