Anatomia di un simulacro
Fabrizio Corona e l’insensibilità come religione di Stato
Fabrizio Corona continua a essere notizia perché noi, come società, abbiamo smesso di distinguere tra talento e visibilità, tra informazione e spettacolo. È lo specchio delle nostre ipocrisie, il prodotto di un capitalismo penitenziale dove non avrai nulla (di autentico) e sarai felice (di apparire).
Christian Raimo
L’Italia di oggi si accontenta di raccontarsi attraverso narrazioni che hanno smesso di essere referenziali per farsi puramente performative, attoriali o spesso subattoriali, trasformando lo spazio pubblico in una sit-com usurata dove lo sdegno registrato copre il rumore di fondo di un collasso antropologico.
In questo viale del tramonto scalcinato, la figura di Fabrizio Corona (del suo ologramma mediatico, diciamola meglio) non è un’eccezione, ma il terminale ultimo di una mutazione iniziata con il berlusconismo, cresciuta con il grillismo, e invecchiata verso una forma di performatività vuota dove il senso dell’espressione risiede esclusivamente nel suo effetto mediatico nel suo genere più puro: la tragedia ridicola del ricatto.
È interessante (disgustoso) che Netflix si faccia complice di un’esibizione del genere, come se la televisione-flusso cercasse di autocanibalizzarsi per sopravvivere. L’autofagia cattura il nostro sguardo come il più estremo degli snuff movie.
Analizzare Corona, come si fa per dare conto di una patologia o per giustificare un piacere colpevole, è un’operazione che riguarda più l’aspetto della ricezione che della produzione.
E infatti non parliamo dell’essere umano Corona ma del suo avatar, del suo account, della sua icona, del suo brand, del suo simulacro.
Nella costruzione di Falsissimo come della sua serie come dell’infinito spin-off che è il dibattito in rete e in tv, tra querele e censure, minacce e promesse di altra merda da tirare fuori, abbiamo a che fare non solo con una fenomenologia escatologica, un salò in syndication, ma con un particolare tipo di sguardo adulterato, quello sensibilizzato alla desensibilizzazione.
Senza dolore




